Dal probabile salvataggio, al sicuro fallimento. E’ naufragata la trattativa per l’acquisizione di Wind Jet. La comunicazione ufficiale è arrivata con una nota di Alitalia.

Dopo giorni di riunioni serrate iniziate giovedì scorse, che tra mille difficoltà sembrava dovessero portare in tempi brevi alla fusione tra le due compagnie, la situazione è precipitata al termine di una giornata convulsa. Caratterizzata dal caos all’aeroporto di Fiumicino con centinaia di passeggeri infuriati perchè lasciati a terra. Una situazione che ha spinto l’Enac all’ennesimo ultimatum minacciando  di revocare la licenza di volo a Wind jet a partire da lunedì prossimo in mancanza delle garanzie richieste. Nonostante ciò, da Alitalia sono arrivate rassicurazioni sulla volontà di mettere nero su bianco: “Siamo pronti all’accordo, anche ad anticipare il closing, ma con garanzie e certificati”.

Nel tardo pomeriggio, poi, un altro segnale positivo: la compagnia low cost del patron del Catania Antonino Pulvirenti, accogliendo l’invito del presidente dell’Enac Riggio,  sospendeva la vendita dei biglietti in attesa della definizione dell’accordo.

A far precipitare gli eventi,  le dichiarazioni al vetriolo dell’ad di Wind Jet Rantuccio che sottolineando come l’azienda etnea aveva fatto fronte a tutte le condizioni minime richieste per chiudere le operazioni” aveva sferrato un attacco ad Alitalia accusandola di sperare “di spuntare condizioni maggiormente vantaggiose, ulteriori rispetto a quanto pattuito, imponendo condizioni vessatorie e usando a pretesto la necessità di ricevere documentazione da terze parti“.

Immediata la replica di Alitalia che metteva di fatto una pietra tombale sulla  trattativa, aprendo di fatto la strada del fallimento della compagnia catanese, in attività dal 203, a corto di liquidità e assediata dai creditori.

“A seguito delle dichiarazioni odierne da parte dell’Amministratore Delegato di WindJet, dalle quali e’ evidente la volonta’ della compagnia catanese di non rispettare le condizioni sottoscritte negli accordi del 2 e 3 agosto scorsi, Alitalia informa che non vi e’ piu’ spazio per ulteriori trattative con WindJet per l’acquisizione del vettore catanese”.

Alitalia sottolinea che, “nonostante la sua volonta’ di realizzare l’operazione, Wind jet non e’ mai riuscita a rispettare le date e gli obblighi derivanti dai vari accordi firmati con Alitalia, conferendo cosi all’operazione un profilo di rischio assolutamente imprevedibile ed inaccettabile nell’ottica di una gestione seria e responsabile”.

A stretto giro posta la presa di posizione della compagnia guidata da Roberto Colaninno che attraverso una lunga e dettagliata nota annuncia il fallimento della trattativa.

Alitalia ricorda che il 13 aprile era stato firmato il contratto preliminare per l’acquisizione che prevedeva una scadenza al 29 giugno e evidenzia che “già in questa data WindJet non aveva fornito la maggior parte della documentazione sulla situazione patrimoniale e bilancistica, sull’indebitamento e sui rapporti con le societa’ proprietarie degli aeromobili, documentazione necessaria a concretizzare l’accordo in base ad una valutazione
chiara del valore della societa’ catanese. La mancanza di questa documentazione rendeva l’acquisizione di WindJet molto piu’ rischiosa per Alitalia dal punto di vista del debito da
assumersi”.

Malgrado ciò Alitalia “si era impegnata – si legge nella lunga nota – per settimane in una difficile rinegoziazione dell’accordo, reso ancora piu’ complicato da una decisione dell’Antitrust arrivata tardivamente ed estremamente penalizzante per Alitalia”.
Un nuovo accordo, basato sull’assunzione da parte di Alitalia di maggiori rischi a fronte di maggiori garanzie bancarie, era stato approvato il 7 agosto scorso dal Comitato Esecutivo di Alitalia, convocato al solo scopo di approvare le nuove condizioni di accordo concordate con WindJet.

“WindJet – prosegue il comunicato di Alitalia che ripercorre le tappe della vicenda – ha comunicato ad Alitalia il 9 agosto di non essere in grado di adempiere agli obblighi derivanti da quel nuovo contratto e anzi di volerlo rimettere in discussione ancora una volta, richiedendo ad Alitalia di firmare senza avere piena visibilita’ della sostenibilita’ finanziaria ed operativa dell’operazione. In particolare, nonostante le continue richieste da parte di Alitalia, non sono mai state fornite evidenze circa la copertura da parte di WindJet di alcune specifiche obbligazioni contrattuali ed economiche in essere nei confronti del fornitore della manutenzione dei motori e di uno dei proprietari degli aerei”.

“L’assenza di copertura di tali obblighi nei confronti delle parti avrebbe comportato per
Alitalia un maggior costo di oltre 10 milioni di euro da sostenere al termine della revisione dei motori ed al momento della restituzione degli aerei a fine leasing”, spiega ancora Alitalia.

L’operazione prevedeva l’acquisto da parte della compagnia di Colaninno di una newco appositamente costituita a cui WindJet avrebbe conferito il ramo d’azienda funzionale all’esercizio dell’attivita’ di linea a fronte di un’importante assunzione di debito da parte di Alitalia.

Negli ultimi giorni Alitalia “ha comunque continuato a lavorare con impegno – prosegue la nota – a favore del raggiungimento di un accordo, con l’obiettivo di garantire e tutelare gli interessi dei passeggeri di WindJet, soprattutto in un periodo di grande traffico come quello estivo, ma anche dei lavoratori e dell’indotto della compagnia catanese, oltre che del territorio siciliano”.

A questa complicata situazione – si ricorda ancora – si era aggiunta la decisione Antitrust, “arrivata oltre i tempi auspicati e molto penalizzante”. “A seguito dell’apertura dell’istruttoria per posizione dominante, Alitalia aveva inizialmente proposto ad Antitrust di rinunciare agli slot di WindJet su Milano Linate. Nei giorni immediatamente precedenti la decisione Antitrust, e’ emerso che WindJet non era proprietaria degli slot in cui operava sulla tratta Catania – Linate, cosa di cui le autorita’ aeree erano invece da sempre a conoscenza. Antitrust ha quindi chiesto ad Alitalia di cedere slot del proprio portafoglio a fronte di slot WindJet di fatto inesistenti. A seguito della decisione dell’Antitrust, Alitalia oltre a non acquisire nuovi slot sulla Catania – Linate, avrebbe perso slot che aveva prima dell’inizio dell’operazione. Alla fine dell’operazione si sarebbe creata per Alitalia una situazione piu’ svantaggiosa di quella iniziale”.

“La decisione Antitrust – prosegue la nota della compagnia di bandiera  – aveva comportato un peggioramento delle sinergie attese, nell’ordine di 20 milioni di euro il primo anno e 30 milioni di euro il secondo anno. Nonostante tutto questo, Alitalia ha proseguito le trattative”. “Ultimo tassello necessario all’acquisizione – conclude Alitalia – era la certificazione dello stato della flotta, necessaria alla valutazione di WindJet. Che pero’ non e’ mai arrivata”.

LE TAPPE DELLA TRATTATIVA – Il 25 gennaio 2012, il consiglio di amministrazione di Alitalia da’ il via libera al processo finalizzato a conseguire un’integrazione con la compagnia WindJet, sulla base dei contenuti di un memorandum of understanding sottoscritto dalle due societa’ il 20 gennaio.
il 13 aprile 2012 viene firmato il contratto per l’acquisizione, da parte del Gruppo Alitalia, di attivita’ della compagnia WindJet relative al trasporto passeggeri di linea. L’operazione e’ subordinata al buon esito di una serie di condizioni, di mercato e normative, individuate nel
contratto. Tra queste, in particolare: l’autorizzazione da parte dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato e il pronunciamento da parte dell’Enac per gli aspetti di
competenza e una serie di certificazioni che permettano la definizione del valore dell’azienda.
il 29 giugno 2012, data entro la quale l’operazione doveva essere conclusa, l’accordo non era stato ancora raggiunto a causa della mancata realizzazione di condizioni sospensive da parte di WindJet riguardanti la situazione patrimoniale e bilancistica, l’indebitamento e i rapporti con le societa’ proprietarie degli aeromobili.
il 18 luglio 2012 alla mancanza di queste condizioni, il si e’ aggiunta la decisione Antitrust, arrivata oltre i tempi auspicati e molto penalizzante. L’Antitrust ha autorizzato l’operazione, subordinandola pero’ alla cessione di 5 coppie di slot (fasce orarie di decollo e di atterraggio) sulle rotte Catania – Milano Linate, Palermo – Milano Linate e Catania – Roma Fiumicino. La decisione dell’Antitrust ha modificato in modo sostanziale il profilo dell’operazione.
E’ stato quindi aperto un tavolo negoziale che tra il 2 e il 3 agosto 2012 ha raggiunto un nuovo accordo a seguito del  quale, il 7 agosto, si e’ riunito il Comitato Esecutivo di
Alitalia che ha dato mandato all’Amministratore Delegato per firmare il nuovo contratto, basato sull’assunzione da parte di Alitalia di maggiori rischi a fronte di maggiori garanzie bancarie, una volta arrivata la documentazione mancante.
9 agosto 2012, WindJet ha inviato ad Alitalia una lettera in cui conferma di non essere in possesso della documentazione necessaria a chiudere l’operazione e rimette in discussione gli accordi gia’ raggiunti per continuare la trattativa.

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