Sarà presentata la prossima settimana
D’Alia: “Sul commissariamento della Regione, mozione a palazzo Madama”
La provocazione del commissariamento della Regione siciliana non resterà un annuncio in un incontro politico. Lo promette parlando dal palco della conferenza programmatica dell’Udc a Enna, il segretario regionale Gianpiero D’Alia: “La prossima settimana al Senato presenterò una mozione chiedendo al governo che eserciti i suoi poteri sostitutivi per garantire che la Sicilia vada fuori dall’Italia e si riduca come la Grecia. Perché quando parliamo di commissariamento lo facciamo perché la Regione è nelle condizioni di non potere svolgere alcuna attività a favore della Sicilia, perché sta perdendo e continuerà a perde l’assegnazione dei fondi strutturali europei. Il bilancio, bocciato due volte dal commissario dello Stato, è falso”.
D’Alia, quindi, batte sul tema della trasparenza: “Chiunque, politici, consulenti, dirigenti, funzionari, abbiano a che fare con l’amministrazione regionale deve essere obbligato a pubblicare in rete il valore del proprio patrimonio. La trasparenza è anche questa: deve esser abbassata la soglia di controllo degli appalti dell’area a 500 milioni di euro. Le gare d’appalto: devono essere video registrate e messe in rete per la pubblica visione per impedire ai funzionari corrotti di poter liberamente, come accade, truccare le gare per i propri amici. Dobbiamo normare per obbligare i dirigenti a denunciare chiunque li avvicini per cercare di corromperli punendoli come corresponsabili in caso di mancata denuncia. Altrimenti non potremo continuare a lamentarci degli scandali che leggiamo sui giornali”.
Sulle finanze e sul risanamento economico, D’Alia conferma quanto ha dichiarato questa mattina nell’intervista a BlogSicilia: “Bisogna programmare un piano di rientro col governo nazionale che per i prossimi cinque anni impedisca a chiunque di mettere le mani nella marmellata che non c’è più. Non ci si può arricchire a discapito delle tasche dei cittadini che continuano a pagare in termini di mancata crescita oltre che con tasse e tributi”.
Edd



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