E’ il giorno della verità per la compagnia siciliana low cost Wind Jet che si trova sull’orlo del fallimento. Per scongiurare il crack finanziario, serve un accordo con Alitalia, che il 13 aprile scorso ha siglato un’intesa per l’acquisizione del vettore fondato e guidato da Antonino Pulvirenti.

Sulla serrata e complessa trattativa tra i legali delle due società pesa l’ultimatum dell’Ente nazionale aviazione civile che scadrà alla mezzanotte di oggi. L’Enac, che sta monitorando i disagi per i passeggeri, è pronta a sospendere la licenza se dovesse essere messa in discussione la sicurezza. I viaggiatori negli ultimi giorni hanno dovuto fare i conti con la situazione di incertezza, pagando un conto salato in termini di disagi. Culminati ieri in ritardi di oltre quattro ore per le partenze sia da Fiumicino sia da Linate.

Le trattative tra i legali che vanno avanti da giovedì scorso riprenderanno stamattina con l’obiettivo di trovare in extremis la quadra del cerchio. Nessuna dichiarazione sull’operazione sinora da parte di Alitalia, ma da fonti vicine alla compagnia è filtrato che c’è un “grande impegno per il raggiungimento di un accordo, nonostante le inadempienze di Windjet e le pesanti decisioni dell’Antitrust”, a cui la compagnia di bandiera guidata da Roberto Colaninno ha chiesto un incontro a breve.

In caso di accordo 400 dei 504 dipendenti Wind jet dovrebbero essere assorbiti da Alitalia. Se non arriverà la tanto attesa fumata bianca, a rischio anche il posto di 300 lavoratori dell’indotto. Per quanto riguarda invece i viaggiatori che hanno in tasca un biglietto Alitalia dovrebbe comunque farsene carico dei passeggeri in quanto Windjet avrebbe continuato a staccare i ticket su richiesta della compagnia di Colaninno, prima del sì condizionato all’acquisizione dell’Antitrust arrivato il 18 luglio scorso.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva dato il via libera all’operazione a condizione che Alitalia cedesse 3 slot (fasce orarie di decollo e atterraggio) sulle rotte Catania-Milano Linate, Palermo-Milano Linate e Catania-Roma Fiumicino per evitare posizioni di monopolio. Una decisione che però per Alitalia comporterebbe perdite di 500 mila euro superiori a quanto stimato in sede di accordo. Agli slot ‘ceduti’ da Alitalia si è detta interessata la compagnia sarda Meridiana Fly.